mercoledì 19 marzo 2014

OPINIONE: The LEGO movie


Come la canzone che passa spesso nel film, questo lungometraggio è semplicemente: Meraviglioso!!! Ebbene si questo film è la genialata per definizione. Da un gioco ormai entrato nel nostro immaginario, la LEGO ha segnato l'infanzia più generazioni, partendo dai duplo per i più piccini, passando per giochi più complessi come i bionicle, a set classici come i lego city (il set più vintage) e poi i lego architecture che sono vere e proprie riproduzioni di edifici esistenti.
Il protagonista Hemmet
In questo film si trattano i set più gettonati e standard, passando dai scenari western, quelli futuristici e a quelli totalmente fantasiosi e privi di istruzioni.
Il personaggio protagonista è Hemmet, un operaio qualunque che fa parte di un team specializzato nel demolire e ricostruire gli edifici seguendo pari pari le istruzioni. Hemmet rappresenta anche la persona tipo che segue tutto quello che gli viene detto, ma seguendo troppo di quanto imposto alla fine si rivela troppo anonimo e privo di personalità. Ed è questa la forza del film, il fatto che siano esplicitati in modo molto leggero alcuni problemi dei giorni nostri: l'anonimato, l'imposizione di determinati modi di vivere per poter essere accettati dagli altri e poi l'assopimento della creatività.

Il film è pieno di gag, tutti i personaggi anche quelli secondari sono ben caratterizzati e non sono piazzati a caso come riempitivo. Abbiamo il cameo di Batman, con un tono dark che fa anche molto ridere (anche quando prova a fare delle battute), altri eroi DC comics come Superman, Lanterna verde e Wonder woman, la bipolare Uni Kitty un ibrido tra gatto e unicorno, il vintage e squinternato Benny e poi Lucy, la donna cui Hemmet è fortemente innamorato (ed è anche il motore che fa scatenare tutta la vicenda).

Il film ha poi un altro punti di forza è la tecnica: film di animazione 3D con effettto stop motion... insomma na ficata! In generale su questo film non ci sono troppo pareri contrastanti, il perché poi quei pochi che dicono che sia un filmaccio sono persone tristi e prive di fantasia. Il motivo? Il film spinge alla creatività, a costruire, reinventare con ciò che avete a disposizione! (non necessariamente a comperare set lego).

Evitando di spoilerare il finale, ma in un certo senso è questo il senso del film, un puro manifesto a tornare un pochettino bambini e prendere in mano i propri giochi inventando storie bellissime e uniche. Questa idea riprende vagamente quanto abbiamo visto con Toy Story, in cui i giochi prendono vita e vivono avventure per poi rendere noi delle persone un pochettino migliori.

Questo si che è fare film, comici, pieni di azione e avventura ben fatta e poi il finale con una morale profonda. Meglio di così!

domenica 19 gennaio 2014

MY CULT: London Boulevard- My Son, My Son, What Have Ye Done


Ecco qui sono tornati i MY CULT! In questo articolo saranno recensiti: ''London Boulevard'' e ''My Son, My Son, What Have Ye Done''.

My Son, My Son, What Have Ye Done, film diretto da Werner Herzog che è arrivato qui in Italia nel 2010. Gli avvenimenti di questa vicenda sono ispirati a fatti realmente accaduti, ma non è una cosa che viene dichiarata per dare più effetto al tutto, ma viene usata come spunto per approfondire alcuni temi del reale. Brad McCullum  (Michael Shannon) dopo un viaggio in perù perde il contatto col mondo reale, in lui è mutato qualcosa e mette in dubbio la funzione e l'esistenza di Dio. Tutto questo è provocato da una profonda depressione che porta Brad a non sapersi rapportare correttamente più con le persone che gli stanno attorno, tra cui la sua fidanzata e sua madre, l'unica cosa con cui si sente a suo agio è sè stesso e la sua voce interiore. La produzione di Lynch è ben visibile col personaggio della madre di Brad, che è la vera e propria causa scatenante della vicenda e della depressione del figlio. Brad ex promessa del basket e promettente attore teatrale, si ispira alla vicenda greca di Eschilo per mettere in atto l'omicidio di sua madre. Un film complesso per quanto riguarda il cogliere i messaggi dell'autore, messaggi molto fini che convergono verso una idea di libertà personale dai vincoli imposti da altri. Perchè guardarlo? per un approccio diverso al solito film con i toni dark e che tratta di temi pesanti, per le ottimi interpretazioni di Shannon e del detective Havenhurst interpretato magistralmente da  Willem Dafoe.

London Boulevard, film sempre del 2010 diretto dallo sceneggiatore premio oscar per il film ''The departed'', William Monahan.  Colin Farrell con il suo personaggio, Mitchel, dimostra di essere un bravissimo attore. Uscito di prigione, viene subito messo in mezzo alla vita malavitosa londinese che vorrebbe lasciarsi alle spalle, ma non ha scelta. Il suo amico Billy tra una cosa e l'altra lo porta sempre più in mezzo a questioni con cui Mitchel è costretto a reagire per poter sopravvire e non farsi sopraffare dal boss Grant Ray Winstone. E poi c'è la parte di vita che gli è stata offerta da una donna qualunque, una vita da body guard anti paparazzo per l'attrice più famosa della Gran Bretagna, Charlotte (Keira Knightley) che si è ritirata a vita provata dopo fatti spiacevoli in ambito professionale. Il film si muove tra queste due realtà a cui Mitchel deve far fronte e decidere cosa seguire. Da una parte il guadagno facile ed essere controllato da un boss, mentre dall'altro assumersi il rischio di proteggere e amare una donna molto in vista mettendola a rischio per i nemici che si è procurato. Il genere del film può essere un po' ambiguo per chi non è abituato, ma in fondo è una commedia nera con i contro fiocchi. L'unico errore magari del film che ci sono personaggi simili al film di Scorsese (Grant è troppo simile a Francis "Frank" Costello interpretato da Nicholson), ciò non toglie che il film funzioni bene. E' un piccolo film ma dal grosso potenziale, ci sono più messaggi all'interno, tra cui la redenzione di un criminale e la vita senza privacy delle star  (come la vita tormentata di Charlotte), ma anche la corruzione e l'ingiustizia che si vive oggi giorno. Film consigliatissimo a chi ama la commedia nera, i polizieschi e perchè no i revenge movie, ma anche a chi vuole vedersi semplicemente un qualcosa di diverso senza appesantirsi troppo. 

giovedì 2 gennaio 2014

OPINIONE: I sogni segreti di Walter Mitty


Ammettiamolo, più di una volta abbiamo ci siamo immaginati che accadesse qualcosa, abbiamo fatto sogni ad occhi aperti pensando che avvenissero situazioni improbabili e noi speriamo che si realizzino. Ben Stiller con il suo nuovo film, diretto e interpretato, ispirandosi ad un romanzo del 1939 mette in scena questo fantastico film. Nulla di nuovo per gli spettatori, ce ne sono tanti di film simili, ma questo nonostante tutto è unico nel suo genere. Il perché è semplice: è realizzato bene!
Un'ottima caratterizzazione dei personaggi, dialoghi fluidi, scenografie e location fantastiche e poi gli avvenimenti sono pochi ma chiari. Con questo non voglio dire che sia il film perfetto, ma è questo il modello da seguire per evitare dei flopponi cinematografici che si stanno verificando in questi anni. Una costruzione della vicenda da manuale con delle scene che sicuramente ispireranno molti registi per nei film futuri. La trama è molto semplice, trasmette in modo chiaro e poco pesante dei messaggi molto attuali, come il passaggio dal cartaceo al digitale (rivista life), l'importanza dell'archiviazione vecchio stile, la fotografia tradizionale con la sua poetica, poi il centro del film ovvero, il credere in sé stessi e nelle proprie capacità per potere affrontare la vita spingendosi oltre i propri confini.
Nella trama non è ben specificato qualche passaggio tra una vicenda e l'altra, ma poco importa a noi non ci interessa dato che ci vengono fornite già le informazioni per ricostruire quelle parti mancanti.
Tutto questo ci è narrato con molta semplicità senza appesantire troppo lo spettatore con scene estreme (tranne una paio che sono molto divertenti), senza farci perpadelloni di concetti e di scene tristissime da farti venire la paranoia. Questo è il film che porta serenità una volta guardato, una sensazione che ben pochi film ti sanno regalare. Il paragone voluto dalla critica col film ForrestGump c'è appunto per questo: l'insegnare tanto appesantendo poco. Solo questo e non altro dato che sono due film di gran lunga diversi tra loro... e per fortuna!
Alla fin fine che cosa rappresenta questo film per i tempi che corrono? Un qualcosa a cui tutti noi aspirano, ma solo nel nostro immaginario, una cosa a cui tutti dovremmo fare appello oggi per uscire dalla profonda crisi economica. Un insegnamento che di sicuro molti di noi dovremmo fare tesoro e non dobbiamo vergognarci a esprimerlo.
Per trasmettere ciò che sta in questa pellicola non ci vuole di certo un genio della cinematografia d'autore per dircelo, non ci vuole un personaggio comico che recita solo con parolacce e battute mordi e fuggi, ci vuole solo un regista con la testa e coerente con il pubblico e sé stesso per creare un film onesto (rima non voluta), solo che il pubblico non recepisce questa piccola cosa ed è un motivo in più per vederlo.
http://www.youtube.com/watch?v=nhg5mMs9cU4

giovedì 19 dicembre 2013

OPINIONE: Lo Hobbit: la desolazione di Smaug



Secondo capitolo della nuova trilogia diretta da Peter Jackson e tratta dai libri di Tolkien. In questa parte di avventura i toni sono molto più cupi e la vicenda prende delle direzioni che non sono molto convincenti. Ebbene si Jackson ha inserito dei personaggi e dei risvolti nella trama che non sono molto ben riusciti, intrattengono e sono accattivanti ma fanno storcere un po' il naso. La stessa operazione è stata fatta anche nella precedente saga, ma al tempo questa operazione è stata fatta con modi più delicati e caratterizzando meglio i personaggi e la vicenda in sé. Senza fare grossi spoiler, alla fine del film sono state lasciate un po' troppe cose in sospeso più o meno piccole, ma in ogni caso è una operazione furbetta per fare venire gente al cinema per il prossimo capitolo. Stravolgimenti a parte il film sa intrattenere molto bene il pubblico, ci sono scene, anche d'azione, che sono esilaranti. Per quanto riguarda i personaggi principali: Bilbo inizia a subire l'effetto dell'anello, usandolo per lo più per potersi salvare ma è continuamente tentato di usarlo anche per altri scopi. Torin scudo di quercia più si avvicina al suo obiettivo e più diventa avido, poco lucido per condurre nei migliori dei modi la sua piccola compagnia. Gandalf va a monitorare la situazione a Dol Guldur per scoprire qualcosa di più sul negromante. 
Smaug il temibile, immenso e cattivissimo nemico di questo film è veramente un personaggio interessante, molto intelligente e scaltro interpretato da Benedict Cumberbatch e doppiato da Luca Ward per l'edizione italiana, il suo aspetto è tale da incutere timore, in effetti da quello che si vede quel poco che fa di forza ne ha da sprigionare. Da questo personaggio nel prossimo film ci aspetteremo tanto.
Il resto naturalmente è meglio vederlo, in ogni caso ci sono dei buoni spunti per dare una spiegazione degli eventi che ci saranno nella saga precedente (che a livello filmico gli eventi accadranno dopo).
Senza dire altro sulla riuscita o meno della trama, passiamo agli effetti speciali che come al solito sono ben riusciti (a parte un paio di effetti) tra i migliori eseguiti tra i film odierni. Ecco una cosa che può dare fastidio che ce ne sono troppi, la CGI è troppo invasiva, si perde quel senso di realismo fatto con i costumi come nella vecchia saga, un peccato ma in fondo è quello che vuole il pubblico di oggi. Il 3D direi che è più che perfetto, molto immersivo e a parte qualche apetta che viene fuori dalla schermo non ci sono grosse fastidiose. Con grossa fortuna ho assistito al tipo di proiezione in HFR, cioè a 48 fps (anziché 24fps normali) ed è stata una esperienza molto interessante. Non da per niente fastidio alla vista, anzi nonostante la sovra informazione visiva l'occhio si rilassa dopo che si abitua a questo sistema, lo spettatore riesce a seguire più rilassato il film per il grosso realismo dell'immagine data dalla quantità degli elementi che riesce a vedere ancor di più, ma sopratutto per i movimenti delle scene in sé! Molto più naturali del solito, il che è una gran cosa.
In linea generale io consiglio di guardare questo film, per il suo grado di intrattenimento, perché nonostante alcune pecche è molto ben riuscito rispetto ad altri lungometraggi in circolazione.

giovedì 12 dicembre 2013

OPINIONE: The world's end


''The world's end'' terzo e ultimo capitolo della trilogia del cornetto diretta da Edgar Wright. Il primo della saga, è stato ''l'alba deimorti dementi'' (shaun of the dead) uscito nel 2004, il secondo del 2007 ''Hot fuzz'' e come ultimo del 2013 ''La fine del mondo''.
Gary King (simon pegg) ormai quarantenne decide di punto in bianco di riunire la sua vecchia compagnia di amici per completare il Golden Mile, un'epica gara a colpi di pinte di birra fatta di resistenza attraverso dodici pub di Newton Haven, loro città natale. Il problema è che Gary è rimasto un ragazzino dentro, mentre gli altri si sono fatti una carriera e una famiglia. Dopo averli convinti a forza, partono con questo revival dei tempi passati. Pian piano scopriamo sempre qualcosa di più sui personaggi e dei loro pregi e difetti, ma allo stesso tempo la trama principale prende vita inaspettatamente. Da un film commedia si trasforma in un fantascientifico bad ass, con scene d'azione coordinate in modo magistrale. Più si andrà avanti per i pub della golden mile più la difficoltà si fa alta e il mistero si infittisce, con l'aggravante che i nostri protagonisti sono sempre più ubriachi! Un mix tra il comico e il grottesco, un insieme di generi tale che porta il film a un livello diverso dagli altri.
Il regista/autore/produtore/sceneggiatore Edgar Wright con questo lungometraggio conferma ancora di essere uno dei registi più abili di oggi. I dialoghi sono scritti perfettamente senza sbavature, la trama ha una morale di fondo ben riconoscibile e di grosso valore per il contemporaneo dato che fa una critica della società odierna. E' un vero peccato e fa rabbia che autori come lui non vengano consiederati all'altezza di altri autori cinematografici che fanno alla fine solo film tristi e molto spesso senza senso, anche se i critici ce lo infilano il senso nelle loro recensioni.
Per chi ha seguito i due film precedenti sicuramente apprezzerà questo capitolo conclusivo della saga, reputarlo il migliore o il peggiore è difficile a dirsi, ma sicuramente è un film unico nel suo genere. Si consiglia la visione di questo film a coloro che amano il buon cinema, a coloro che piace seguire i film in maniera seria e che non si fermano alla prima impressione.

http://www.youtube.com/watch?v=XfM8tra4jQo
 

mercoledì 4 dicembre 2013

OPINIONE: Machete Kills


''Machete diverte!'' forse Machete direbbe questo se guardasse il film con lui protagonista. Che dire è uno dei pochi ma ben riusciti trash movies di questi tempi (trash perchè deniminato tale e non perchè faccia schifo). Rispetto al primo la trama in sè è messa in secondo piano rispetto alle scene (e che scene) d'azione. Ci sono un sacco di riferimenti a film che hanno fatto storia nel cinema, tra cui il ben noto ''Star Wars''. Una cosa che può dare fastidio è magari il fatto che Machete sia troppo tecnologico in questo capito, quindi fa uso anche di armi oiù avanzate del machete ma... pazienza fa ridere ed è ugualmente rude nel suo modo di fare. L'effetto pellicola rovinato purtroppo non c'è in questo episodio, un peccato avrebbe dato quel tocco in più! 
Mel gibson ha sorpreso un bel po' col suo personaggio, un nemico ben strutturato e imprevedibile (tranne per machete) un nemico che in questo film non me lo sarei mai aspettato. Tutti gli altri personaggi di contorno anch'essi sono ben caratterizzati, persino quelli minori. 
Sia all'inizio che alla fine del film si ha un trailer/assaggio del prossimo capitolo della saga: ''Machete kills again... in the space''. Un'ideale sequel ispirato ai film di fantascienza, reso ancora più improbabile dalla presenza di messicani, e combattimenti con spade e machete laser!
Ribadendo un po' tutto, ottimo film apparentemente stupido e campato in aria, una trama coerente, ritmi dinamici, belle musiche, battute a non finire... non resta che gurdarselo e apprezzarlo a pieno!
La visione di questo film è estremamente consigliata a chi piace il genere action, comico, exploitation e a che vuole divertirsi un pochino senza guardare commediacce all'italiana per intenderci.

http://www.youtube.com/watch?v=13lzaGN4leU

lunedì 25 novembre 2013

OPINIONE: Now you see me


Film rivelazione dell'estate, ha fatto un notevole incasso nonostante le bassissime aspettative. Un film che parla di magia, illusione e inganno. Non è nulla di paragonabile al film di C. Nolan ''The prestige'', ma le basi di come si inganno una platea e lo spettatore sono quelle. Un gruppo di quattro maghi si esibisce per tre spettacoli, seguiti da fughe dalla polizia. Si vere fughe dato che durante i loro spettacoli regalano ( o ridanno indietro) dei soldi al pubblico. Un investigatore con l'aiuto di una agente della interpol danno la caccia a questi maghi sofisticati. Il ritmo del film è incalzante, dinamico e coinvolgente. Nonostante non sia un film dalla grossa morale di fondo è un lungometraggio che sa intrattenere senza destare fastidio con buchi di trama o cose troppo esagerate. DI fondo a dire il vero una morale ci potrebbe essere, l'idea di ridare indietro i soldi alle persone, soldi che dovrebbe avere dal loro lavoro e che grazie a questi maghi in un certo senso hanno indietro. Non sono dei benefattori ma hanno tutto pianificato da un altro mago, il sommo che fino all'ultimo non verrà rivelata la sua identità. Il cast è composto da attoroni, come Michael Caine, Morgan Freeman, Isla Fisher, Mark Ruffalo, Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Mélanie Laurent,  attori molto capaci che hanno salvato il film sennò sarebbe stato un fiasco senza le loro interpretazioni.
Un film non pretenzioso, divertente e per passare una serata in famiglia in totale tranquillità è più che perfetto.

OPINIONE: Prisoners


Di film con il rapimento di bambini e famiglie disperate ce ne sono troppi, ma questo è diverso. Il dramma, le tensioni e il thriller sono molto carichi, il tutto appesantito dalla fredda Georgia.
Ma che cosa rende il film così forte? La narrazione naturalmente, gli eventi sono narrati con i giusti tempi e hanno una giustificazione. Una sceneggiatura consapevole in quello che vuole dire, coerente, cosa che negli ultimi anni è difficile trovare. I protagonisti della vicenda, Keller Dover (Hugh Jackman) e il Detective Lockee (JakeGyllenhaal) e il resto del cast, composto dalla signora Dover e la seconda famiglia a cui rapiscono la bambina, sono personaggi molto connotati e stereotipati. La cosa che sorprende appunto, che nonostante siano stereotipati, questi personaggi non sono prevedibili e noi spettatore li conosceremo poco a poco.
Per una buona metà del film, si ha Keller che è accecato dalla rabbia e tortura Alex Jones (Paul Dano) per farsi dire dove sono le bambine. Il ragazzo è disturbato, non parla molto e non riesce ad esprimersi. Mentre nella seconda parte, è composta da più eventi e colpi di scena, ma tutti ben ordinati e chiari. Il ruolo del detective Lockee è quello del classico agente che si dedica tutto sé stesso per risolvere i casi, nel film non a caso viene detto che ha risolto tutti i casi. Anche lui è un personaggio a tutto tondo che ha una evoluzione nel film, scopriamo che è sempre più scaltro e pieno di risorse, ma è sempre un uomo e come tale non osa a fare l'impossibile. Jackman e Gyllenhaal sono attori molto conosciuti, fortunatamente il film non fa leva su di loro per vendersi, gli attori hanno veramente recitato magistralmente, come sempre, e riescono a dare quel tocco in più al film caratterizzando ancor di più i personaggi.

Per la stagione cinematografica in corso, questo lo si può considerare uno di quei film che vanno visti per forza, un thriller dal grosso potenziale con una forte morale. Lo si consiglia a un pubblico che piace il cinema, un pubblico paziente e che sappia seguire un film, e che comprenda il tutto senza necessariamente lo spiegone finale.

martedì 5 novembre 2013

OPINIONE: Gravity

Cercate un film in cui potrete ammirare l'immensità dello spazio, tranquillo e silenzioso, con una vista mozza fiato... mi spiace questo film è tutt'altro! Questo film lo sconsiglio vivamente a chi è facilmente impressionabile e a chi soffre di vertigini.
Sul serio questo è un film che regala una esperienza visiva unica, specialmente se visto in 3D. Infatti è uno di quei pochi film in cui la terza dimensione serve a qualcosa, il senso di vuoto e profondità è ben realizzato, con alcune scene suggestive. Il senso di vuoto, angoscia, giramenti di capo ecc... sono tutte sensazioni che si hanno guardando questo film. Il regista Alfonso Cuaròn ha saputo trasmettere nel modo migliore queste sensazioni tramite un uso della macchina da presa molto particolare. Una ripresa continua e fluttuante, con lunghi piani sequenza che danno ancora di più il senso di continuità e dispersione in questo infinito ambiente. Dal punto di vista della trama è interessante, tutto si muove attorno ai personaggi e non si vedranno mai altre persone al di fuori degli astronauti. L'attenzione viene sempre e continuamente mantenuta dai dialoghi e scene da alta tensione. In questo film si è trovato pure lo spazio alle citazioni, citazioni al maestro Stanley Kubrick, con immagini (feto sospeso nell'aria, prendere cadavere) che sono entrate nell'immaginario collettivo grazie a lui. La cosa che può dare fastidio nel film è la presenza di troppo dialoghi, troppo dettagliati a volte, più si va verso la fine e più ci sono dialoghi e da fastidio. Magari si preferiva un approccio da film fantascientifico vecchio stile, con pochi ma essenziali dialoghi. Tutto questo è stato fatto per allentare un po' la tensione, famigliarizzare di più col pubblico e dare informazioni sui personaggi protagonisti. Il cast è veramente ristretto, ci sono solo Sandra Bullock e George Clooney, il resto sono solo voci.
Una piccola nota a favore di questo lungometraggio è che la dottoressa Ryan Stone (Bullock) per potersi salvare usa la tuta sovietica e la navicella cinese, lei è americana, quindi lei che ritorna sulla terra, lo fa attraverso un insieme di cose che rappresentano le capacità della razza umana di poter andare nello spazio.
Questo è uno di quei film da tenere in considerazione, sfighe concatenate a parte, ha una forte componente visiva da una parte mentre dall'altra una forte morale, supportata da un finale molto esplicito ma dal forte impatto.


OPINIONE: Cattivissimo me 2


Gru e i suoi Minions ritornano in questa esilarante pellicola. Con ''Cattivissimo me 2'' oltre a rivedere vecchi personaggi, si hanno nuovi personaggi ben costruiti e caratterizzati bene. La storia non è molto originale, è un già visto ma non annoia per nulla, tutta la trama e la storia scorre tramite i protagonisti. I Minions in questo secondo film la fanno da padrone, sono elementi parte integrante della trama e non sono di controrno. Si può avere una identificazione e una maggiore caratterizzazione dei Minions, scopriamo che alcuni hanno un nome, che piace divertirsi in modo colorito e sono decisamente molto sadici oltre che canterini. Non sono gli unici elementi che fanno divertire nel film, anche gli altri protagonisti sono molto divertenti. In generale è un film che lascia divertire senza forzare troppo la risata, è una risata piacevole che ti viene naturale. Oltre a tantissime citazioni da altri film, le gag inscenate banalizzano molto i film d'azione, che di solito si prendono sul serio. Un pollo ha attirato la mia attenzione, Pollito il fidato ''cane'' da guardia di El Macho è una delle comparse migliori che ho visto in questi anni. E' veramente molto ma molto vendicativo, combattivo e simpaticissimo nonostante sia str***o.
Lo consiglio a tutti coloro che voglio divertirsi e vogliono godere di un film spensierato, non troppo impegnativo e dalla morale leggera ma ben delineata. Non è all'altezza della Dreamworks o Pixar, anche se si stanno rivelando negli ultimi tempi molto semplicistiche dal punti di vista della trama (purtroppo). Del resto non rivelo nulla, non resta che vederlo!

mercoledì 16 ottobre 2013

OPINIONI VARIE della scorsa stagione cinematografica

Questa estare, è stata ricca di appuntamenti al cinema imperdibili e validi, mentre altri... lasciamo stare!
Partiamo con il film ''The lone renger'' diretto da Gore Verbinsky regista della trilogia de ''pirati dei caraibi'' e del recente cartoon ''Rango''. Film tratto da una serie di fumetti, si ha una avventura vecchio stile molto esilarante. Per chi cerca un bel film commerciale bene costruito e senza grosse pretese questo è perfetto! Non ci ho visto grosse pecche su sceneggiatura e trama e in generale è ottimo per essere un disney.
Il prossimo film di cui parlo è un altro capolavoro, sto parlando di ''RED 2'' un film che non mi aspettavo un seguito ma mi ha fatto piacere rivederlo nelle sale. Rispetto al primo ha i toni da commedia ma miscelata bene all'azione presente nel film. Toni leggeri dalla trama divertente ma ben pensata e non ovvia. Lo consiglio a tutti, a chi piace il genere action e a chi piace la commedia, merita tanto!
E poi ci sono i due film di fantascienza che sono riusciti per miracolo: '' After Earth'' e ''Elisium''. Temi interessanti, approccio non male, spunti ottimi, ma c'è sempre quel qualcosa che da fastidio nella resa. Sarà la sceneggiatura, alcune scelte di produzione ma sono film che non sanno convincere. Mi spiace per ''Elisium'' che il regista è molto capace ma qui non è stato all'altezza del carico di budget e di tenersi buoni i produttori, perchè si notano le forzature di trama in alcuni punti. Peccato!
Rimanendo in ambiente Disney, ho apprezzato tanto l'ultimo PIXAR uscito: ''Mounsters university''. Ha fatto piacere rivedere Sally e Mike in coppia per avventure, non mi è dispiaciuto vederne un prequel e vecchie avventure passate assieme. Comicità e trama funzionano bene assieme, i collegamenti con Mounsters & Co. sono fini, fatti per chi ha seguito bene il film precedente. Ottimo risultato dopo un deludente e amarissimo "Ribelle: the brave''.
Altro bellissimo cartoon è ''Epic'' visto recentemente e valeva la pena vederlo al cinema. Una bellissima trama, delicata sul tema ambientale, divertente senza annoiare, e ha delle belle idee visive. La casa di produzione è la blue sky, la stessa dell'era glaciale, e a parte una piccola citazione nel film, non ci sono grossi riferimenti all'erta glaciale, anche nel modo di impostare il film (e per fortuna). L'estetica, il modo con cui il film è articolato visivamente è molto ricco e stimolante, il lavoro dietro c'è stato e si vede.
Per ultimo elencato ma non ultimo di importanza, il capolavoro, il must, il tanto atteso e maestoso filmone: ''Pacific Rim''. Diretto da Guillelmo del Toro, ritornato dopo anni alla regia, l'ultimo film è stato ''Hellboy the golden army'', crea un film unico nel suo genere. Un action ispirato e americanizzato giusto  un po' derivante dal genere mecha giapponese, un film in cui si ha uno scenario apocalittico tra uomini a bordo di robot giganti contro alieni che fuori escono da un portale, una breccia, in fondo all'oceano pacifico. E' uno di quei pochissimi film dalla trama ovvia, prevedibile ma che sa emozionare in modo molto incisivo. Bello bello, sopratutto per chi è amante del genere, ah e faccio una precisazione: questo non è transformers di Bay, è tutta un'altra cosa, qui le città vengono pesantemente distrutte, nei combattimenti mozzafiato le cose cose sono chiare (a parte la pioggia) e non è un film che fa continuamente le televendite di auto e prodotti tecnologici, ma cosa più importante di tutte: ha una trama, sa emozionare sul serio e gasa un sacco!

In conclusione, in questa estate di successoni e insuccessi cinematografici, la programmazione è stata ricca, spero che nella stagione invernale lo sia ancor di più con film validi anche se ho il sentore che ''Frozen: il regno di ghiaccio'' targato Disney sarà un film ovvio e divertente da nausea e farà furore per le ragazze e bimbi, poveri bimbi!


domenica 6 ottobre 2013


Io devo delle scuse, scuse dal profondo del mio animo da cinefilo. Scuse riguardanti il fatto che questa estate non ho pubblicato nulla su questo blog. Ho avuto le vacanze, motivi vari per non poterlo fare. Ma da questo momento in poi prometto solennemente che tornerò a pubblicare le mie opinioni e idee sul mondo cinematografico e naturalmente sul resto dei media. Col prossimo post farò una review degli appuntamenti cinematografici passati e altri commenti a serie tv e film visti in privato.

venerdì 28 giugno 2013

OPINIONE: L'uomo d'acciaio


Mantello, stivaletti e tuta aderente, questi sono i canoni di un classico super eroe, questi sono anche i segni di super man (a parte le mutande fuori dai pantaloni). Superman è un po' il padre dei super eroi, è il personaggio che ha mitizzato questo genere che ora va tanto in voga. Zack Snyder ha riportato sul grande schermo questo personaggio con una sorta di remake/prequel del personaggio di superman. La pellicola è stata prodotta e sceneggiata per mano di Christopher Nolan e David S. Goyer, i creatori dell'ultima trilogia dedicata all'uomo pipistrello. 
I fan di superman e dei suoi fumetti hanno trovato questo film pessimo e dispregiativo nei confronti del personaggio o della figura in questione. Ci sono vari motivi fra cui il più evidente è che non c'è la dualità Superman e Clark Kent con gli occhialoni per non parlare di tutti gli altri elementi tipici del personaggio. Qui si ha una situazione in cui c'è Clark (uomo) e Kal-El e poi anche Superman (Henry Cavill). 
Si parte dalla nascita di Kal-El, il suo arrivo sulla terra e poi si ha la sua crescita, la difficoltà nel sapere controllare i poteri che sta sviluppando, ma sopratutto la difficoltà nel sentirsi accettato tra gli essere umani dato che lui sa che è un alieno. Quindi Clark dopo la morte del padre, Jonathan Kent (Kevin Costener), decide di diventare un ombra, di essere anonimo per evitare di esporsi troppo e sfruttare le sue capacità extra umane per fare del male oppure perchè sente appunto che l'umanità non è pronta ad accettare una cosa del genere.

Fin qui si ha un percorso simile al ''Batman Begins'' di Nolan, e si può dare un po' fastidio, ma è un po' la moda di oggi portare il supereroe a questi livelli. Poi la parte iniziale in cui si mostra la distruzione di Krypton, Jor-el (Russel Crowe) che combatte per il futuro della popolazione del suo pianeta, il come il generale Zod (Michael Shannon) cerca di prendere il controllo del pianeta e di come viene esiliato ecc... fantastico perfetto nulla da dire. 
Ci sono delle pecche in questo film, il come arriva Clark a conoscere il suo passato, e diventa troppo velocemente Superman dopo un bel climax iniziale, ma sono cose che si possono anche tralasciare. Una grossa pecca è la poca profondità dei genitori terrestri di Clark. Gli altri errori che molti hanno riscontrato a me sinceramente non sembrano errori quindi c'è bisogno di scriverli. 
Arriviamo all'impatto visivo del film: la fotografia è stupenda, molto fumettosa e certe inquadrature sono bellissime. Alle scene d'azione non si può dir di no, sono delle più fantasiose e adrenaliniche e non si può pretendere di più! ecco magari l'azione era poco chiara dato che è molto veloce e si fa fatica a capire ciò che accade, ma una cosa è certa si picchiano veramente forte!
In questo film c'è un forte collegamento con la religione, la figura di Gesù Cristo, l'idea del sacrificio e la speranza, che qui è il vero significato della lettera ''S'' che porta sul petto il nostro eroe.
Le soundtrack composte da Hans Zimmer sono belle in generale, ma sono un po' ripetitive sul tema principale, sembra quasi che ripeti la stessa canzone più volte, il che annoia dopo un po'.
Snyder in questa pellicola ha voluto dare un taglio diverso al tipo di personaggio, ha diviso il film in due parti di cui la prima (la crescita) molto ben narrata, con i tempi più o meno giusti, mentre la seconda molto frettolosa e d'effetto, descritta così la narrazione filmica può essere paragonata a uno spettacolo pirotecnico.
Forse a molti non ha convinto questo, un primo e secondo tempo con ritmi e modalità di narrazioni troppo diverse. Però arrivare a dire che il film sia un disastro no! 


In conclusione, il film è risultato buono ma ottimo per il tipo di approccio che ha verso il personaggio, ha dato una svecchiata al modo di intenderlo. Si può considerare un film anti Marvel? decisamente si, dato che la marvel sta prendendo un percorso di auto-ironia filmica, anche quei ce nè ma in modo contenuto che non ridicolizza il film stesso. Le carte in tavola per fare un sequel ci sono, un sequel più classico, quello che vorrebbero vedere tutti con il Clark giornalista (così sono tutti contenti). Peccato che il connubio Superman e Snyder facciano fatica a convivere in questo momento cinematografico dato che il pubblico vuole una determinata cosa, gliela si dà ma non è abbastanza se fatta troppo bene!
Ripeto, il film non è pessimo è solo calibrato male, ma è di gran lunga superiore rispetto agli altri film di supereroi usciti recentemente (il cavaliere oscuro il ritorno, iron man 3 e Avengers per citarne alcuni). 
Consiglio di guardare il film con un occhio non di confronto ad altro di già fatto o esistente (film o fumetti), ma con un occhio curioso e capace di immedesimarsi con un approccio nuovo e moderno di intendere Superman ma anche la figura del supereroe in generale.


mercoledì 15 maggio 2013

OPINIONE: Iron man 3


Sarà uno dei film più attesi dell'anno, uno dei più fighi ma Iron man 3 non è per niente un bel film! 
Ci sono cose, spunti che sono ottimi, ma il generale il film è pessimo. Il discorso dell'extremis è stato trattato bene, non ho nulla da dire, le sequenze d'azione sono pure ben rese, gli effetti speciali vabbè non c'è bisogno di specificare, ma sono ben realizzati. 
Quello che rende il film brutto è come vengono trattate le cose in generale, cioè che Tony ha problemi dopo quello che è accaduto a New York con gli Avengers, paura dello stare senza armatura, il senso di protezione verso Pepper, i nemici dal passato e l'effetto iron man sulla cultura popolare. Non sono pochi i temi o le questioni che fanno il film, ed è un peccato che siano state messe in scena in modo veramente brutale. Brutale quanto il mandarino, il fantoccio stile Binladen. 
Da quello che ho sentito in giro, da chi è piaciuto il film o si accontenta, di solito dice che alla fine non bisogna prenderlo come un film serio ed è una cosa per divertire ecc... oppure che è riusciuto, bellissimo e bla bla bla. Ma il pubblico deve fare mente locale per un bel po', se si porta nella storia temi complessi quali una forte paura, il senso di vendetta o ripicca, mutazioni genetiche, responsabilità, non si possono mostrare in modo frivolo, frettoloso e banalizzarli. Non basta metterli nel film, bisogna saperli trattare nel modo adeguato e darne lo spazio che serve per dare pregio al film, anche se è un cinecomic.
I fumetti in origine, dovrebbero fare riflettere, come per i libiri, su alcune cose che nel mondo non vanno molto bene, ciò non toglie che nella sua trasposione filmica questo manchi.  
Il film si regge in piedi perchè appunto sono menzionati temi belli e importanti, e poi ci sono le sequenze di azione bellissime ma... basta facci un film a parte per quello!
Diamo pregio pure all'azione, ecco qui c'è un ritorno al primo film non solo per alcuni riferimenti di trama, ma sopratutto c'è un ritorno del Tony uomo e non solo uomo con armatura. L' uso delle armature, in modo più o meno parziale, è bello dinamico, giocoso e ironico ecco questo mi è piaciuto molto. 
La presenza Disney incombe sempre più, bimbi bimbi ovunque, tra disegni, autografi il bambinello che aiuta Tony nella cittadina... strano! 
Mi fermo un attimo sui cattivi: il mandarino, un personaggio e attore sprecati ma risulta simpatico alla fine. Guy Pearce convince, bravo, il personaggio rende. Cattivi vari e focosi di extremis pure loro ben resi. 
La scena finale del film è solo casino, armature a go go, belle ma utilizzarle prima? e poi farle scoppiare come se fossero petardi... mah!
In conclusione, il monologo finale e quello che viene fatto vedere è stato tirato troppo, si poteva fare qualcosa di meglio, ci sono passaggi importanti che andavano raccontati. I titoli di coda belli graficamente, ma la musica è in totale contrasto col resto e mi sembra la canzone di fine puntata di un Anime, il che fa pensare solo a una cosa: film cazzata! 
Il film si può considerare una evoluzione dell'iron man cinematografico, il post avengers, un iron man che veramente spero tanto che ritorni alla maturità (o quel che è) del primo film.

domenica 5 maggio 2013

My Series: Da Vinci's demons, Hannibal, Braking Bad, Zombieland: The Series



In questo periodo, tra la visione di svariati film, ho cominciato a guardare un po' di serie tv fra nuove e vecchie. Questo è un semplice commento delle mie impressioni delle serie in corso, il giudizio definitivo lo darò prossimamente.

Allora partiamo con la serie ambientata nella Firenze rinascimentale, "Da Vinci's demons". La serie è scritta e diretta da David S. Goyer noto sceneggiatore e regista reso celebre dalla trilogia di Batman diretta da Christopher Nolan. In questa serie si cerca di dare un inizio, un possibile modo con cui Leonardo Da Vinci sia diventato innovativo e un personaggio noto. Si ha un giovane Leonardo, un po' preso per 'pazzo' semplicemente per il fatto che ha idee troppo avanzate per il tempo. Il primo episodio ci da subito una idea e una impressione di un personaggio oscuro, mascherato da un modo di fare scaltro e un po' divertente. Il contesto in cui è ambientato è ben reso, non eccezionale ma ben reso, un po' tendente al moderno. La sigla della serie tv è veramente eccezionale, animazioni veramente belle, mix di disegni tipici di Leonardo con immagini dal vero e la musica, ha un bel ritmo. Una cosa che non mi convince molto è il vago richiamo ad "Assassin's creed" come tipo di atmosfere e misteri, e poi il richiama a Batman con l'idea del trauma infantile e la grotta. Il tutto è incorniciato da un Leonardo destinato a grandi cose e che si fa di droghe. Una serie che va vista e adesso attendo gli altri episodi, che stanno uscendo anche in italiano in questo periodo.

Hannibal invece è un killer a cui Hopkins ha dato tanto, lo ha reso celebre, mentre qui il cannibale è interpretato da un altro attore al quanto bravo Mads Mikkelsen. La serie è in corso e per ora Hannibal è il personaggio secondario, il principale è Will Graham (Hugh Dancy). Un poliziesco interessante ambientato al giorno di oggi, con casi inquietanti e da psicopatici, però ci sono intorno cose che fanno un po' ribrezzo. Mi spiego meglio, se il protagonista è Hannibal, un cannibale, fammi vedere che lui lo è! non farmi solo vedere che mangia carne umana presa dal freezer e incosapevolmente la fai mangiare ad altre persone. Non voglio tirare subito conclusioni affrettate, la serie è in corso e ha tanti punti di forza, quindi più avanti potrebbe svilupparsi meglio.


Braking Bad, notissima serie tv, l'ho iniziata a vedere da poco. La storia, l'interpretazione, insomma tutto è ben gestito, non ci sono punti deboli, tutto è ben caratterizzato. I problemi, legati alla malattia, la famiglia, la voglia di fare qualcosa di rischioso per il bene della propria famiglia sono trattati quel poco per volta, non c'è la puntata in cui si fa esaltare tutto. Si riesce ad entrare in empatia con i personaggi dalla psicologia complessa e non unica come il classico stereotipo. E' una di quelle serie che non va avanti con colpi di scena, ma sa sorprendere per come si muta la storia e le ragioni a cui si viene portati a tale decisine.
Zombieland: the series. Dopo il grande successo del film senza farne il seguito, si è creata la serie televisiva con un altro cast. Non è una cattiva idea, anzi, però è il come è gestita la serie che lascia lo spettatore sbalordito. Sbalordito perchè ben fatta, anzi è fatta malissimo. Si cerca di fare ridere con cose che boh non hanno senso, bello lo splatter però è inutile lo stesso. Essendo il continuo del film si riprendono e si approfondisco alcuni temi, importanti ma manifestati in una forma un po' brusca. Personalmente io mi sono fermato alla prima puntata se mai ne continuerò la visione è per pura noia.


In conclusione, in questa sessione di commento a queste serie tv posso dire che si stanno mettendo nel palinsesto televisivo proposte interessanti, per storie e idea di fondo. Ci sono serie curate meglio, altre meno ma ce ne sono per tutti i gusti. Vi terrò informati di come si svilupperanno le serie prossimamente.

lunedì 22 aprile 2013

Il ritorno dei Daft Punk: Get Lucky!

Daft _Punk_get_lucky_cover_2013_Random access memories

Questo, lo so è un articolo insolito, parlo di musica.
I daft punk pubblicano un nuovo album, Random Access Memories, il quarto dopo una pausa presa dall'ultimo pubblicato nel 2005, e le maestose soundtrack composte per il film Tron: Legacy.
Legata alla promozione del nuovo album, dopo avere pubblicato dei video promo, di cui uno che pare uno spezzone del videoclip che uscirà prossimamente. Il singolo dalle sonorità funky e elettroniche, è stato realizzato in collaborazione di Pharrell Williams e Nile Rodgers per la chitarra.
Fan page porta in un articolo riporta una curiosità legata a questo brano. Un dj italiano di Cosenza, ha accorpato e un attimo rieditato i pezzi di canzoni mandate on line dai Daft Punk. Il risutato? un pezzo musicale simile, ma non uguale per fortuna, all'originale. I fan del gruppo musicale lo hanno preso per vero, e per i social network ha subito spopolato questo inconsapevole fake. Ora non si sà se sono state prese azioni legali a riguardo, fatto sta che I Daft Punk sono stati 'costretti' a pubblicare il singolo prima del previsto. In ogni caso per youtube e il resto del web sta girando la canzone ufficiale adesso, e l'album uscirà a fine maggio.
La canzone è una di quelle che entre subito in testa, ha un bel ritmo, soft che trascina. Il gusto retrò è dato dal funky, con la presenza strumentale molto presente, un basso elettrico e batteria che si fondono perfettamente con la componente elettronica quasi ininfluente.
Un po' di respiro nel panorama musicale odierno, datto di ritmi ripetitivi e pressanti, ritornelli di impatto ma che si dimenticano subito... musica poco significativa. Questa ha un gusto da anni '80 e questo potrebbe attirare anche l'attenzione di un pubblico non più adulto e perchè no far rievocare i tempi in cui erano giovani.
Qui sotto potete trovare la canzone, versione ufficiale radio edit:

lunedì 15 aprile 2013

Promozione dei film...


Con l'era di internet il modo di promuovere i film si è ridimensionato. Si possono pubblicare in modo più immediato e continuo dei contenuti, quali immagini, video, preview di soundtrack dei film che usciranno. Con twitter poi gli attori o adirittura i registi stessi pubblicano dei tweet con qualche notiziola interessante a riguardo del film a cui stanno lavorando. Da un certo punto di vista è una operazione interessante, ci sono sia la promozione ufficiale e poi quella ufficiosa, fatta per creare aspettativa nel pubblico, fare iniziare a parlare del film. Per i film commerciali, i cinecomic prevalentemente, la modalità di promozione è molto, troppo, intensiva. La modalità è generalmente questa: teaser poster, immagini dal set, countdown del primo teaser trailer, trailer ufficiale, secondo trailer ufficiale, clip tratte dal film e poi tanti spot tv/web con qualche scena diversa dai trailer. 
Poi ci sono i poster: locandina definitiva, charter poster, wallpaper panoramico.In alcuni casi, per pochissime sale al mondo si fanno delle proiezioni a unico orario, in cui viengono mostrati il primi 20/30 minuti di film.
La promozione del film parte adirittura anche in fase di produzione, con foto dal set, video dal set.
Ok, tutto questo mi fa piacere perchè si sfrutta a pieno le possibilità che si hanno oggi, canali di comunicazione che vanno oltre la tv, il cinema e riviste specializzate. 
Infatti fino a pochi anni fa, per la promozione dei film generalemente era molto meno articolata rispetto ad oggi. I trailers si mostravano nei cinema e per tv, oppure in home video prima di iniziare il film. Questo è quello che ricordo, ma quanto era bello riguardare i trailer di film che usciranno sul vhs o dvd... torniamo a noi!
Il modo con cui erano montati i trailer era diversa, ma almeno non ti rovinava troppo l'atmosfera che avresti avuto nel guardare il film, se ne dava quell'assaggio giusto per invogliarti a guardare il film. Si creava un certo senso di curiosità nel film, ma con una predisposizione nello scoprire cosa avverrà.
Oggi... aiuto è un bel casino. Per i film che si sa non sono eccezionali, nel trailer mettono le scene migliori del film (a volte anche il finale) e bon finita lì. Mentre per gli altri, i commercialoni, cosa si fa?
Viene presentato il contesto (e fin qui ci siamo), poi il protagonista, il cattivone, qualche scena d'effetto, scena d'azione, scena d'azione, pausa e poi altra scena effetto/figaggine!
Lo schema è più o meno è questo, può cambiare in base al film e al genere.
Ok bello, ma dice troppo. Bisognerebbe semplificare un po', attirare ma non dire troppo. Bisogna essere spietati per imporsi rispetto agli altri, ma non sacrificare il film stesso.
Una cosa fastidiosa sono i tanti spot che vengono pubblicati, e le clip del film. Uno ce ne sono troppe, e poi anche se diverse di poco, ma perchè devi fare vedere il film !!!?

Così sembra che sia un regalo da parte delle case cinematografiche, e il pubblico di massa (pecoroni) è felice perchè poi così sa già che il film sarà buono! tanto è una piccola scena cosa vuoi che sia! si ma... piuttosto aspetta un attimo di guardartelo tutto così ti lasci sorprendere di più no!
Ora mi rivolgo in prima persona, non si fa ma ci vuole. Col mio vero nome (e non NIKjkr) su facebook mi diverto a stuzzicare il pubblico di pecoroni... ehm scusate di massa. Metto dei commenti ai post in stile kamikaze, per vedere cosa dicono gli altri e come difendono il loro amato film. Risposte assurde e che mi divertono moltissimo, esempio di domanda posta è: "ma con tutti questi spot, tra uno o due possiamo comporre tutto il film?" le risposte sono state alcune intelligenti tipo "basta che non li vedi così non ti rovini il film" (ma va?) e poi altri che dicono che alla fine non è vero perchè sono piccoli cambiamenti ecc ... ma il film è bello! (grazie l'hai già praticamente visto).

Ci sono poi dei casi in cui si fa promozione al film che sono veramente particolari. Il regista Marc Webb (500 giorni insieme, The amazing spiderman) sta lavorando in questo periodo a The amazing spiderman 2, e con tweetter sta facendo incuriosire e non poco i fans. Ogni tanto pubblica dei tweet con commenti, o adirittura foto dal set, lasciando indizi sui personaggi e di come possono essere caratterizzati. Non è uno spoiler sono elementi che li troveremo sicuramente nel trailer e in immagini ufficiali del film quindi alla fine non c'è nulla di male.

Il problema di oggi, con la promozione dei film che usciranno nelle sale cinematografiche è come se in un certo senso si prende lo spettatore per sfinimento e quindi lo porta a vedere il film come se così si togliesse il problema. Di questa condizione non tutti se ne rendono conto non perchè sono stupidi, è perchè sono azioni di marketing mirate che è difficile opporre resistenza. Una bruttale realtà che toglie tanto al cinema odierno, un cinema già multilato e fatto di film riusciti per un pelo o occasioni completamente sprecate. Cosa resta da fare? evitare di sorbirsi tutta questa sovra informazione, e selzionare il film da guardarsi al cinema o a casa sul pc o tv, guardandosi se proprio il primo trailer, leggersi la trama e magari per chi è un po' più esperto vedere il regista e informasi cosa ha fatto in passato. Non è la formula vincente però almeno è un consiglio che potrebbe lo stesso aiutare.

giovedì 4 aprile 2013

Dreamworks vs Walt Disney

In questi anni queste due grandi case di produzione stanno battagliando tantissimo.
La Walt Disney pictures, nel corso degli anni ha creato innumerevoli film capolavoro che sono rimasti impressi nel cuore e mente di tanti bambini, ormai diventati gli adulti di oggi che hanno trasmesso questa passione ai propri figli. I tipi di cartoon e film creati dalla Disney perlopiù si ispirano a storie già scritte, e sono state riadattate, ma ci sono anche numerose storie originali. Negli ultimi anni ha acquisito la Pixar animation, la Marvel e recentemente la Lucas Film detenendo un bel pezzo di mercato.
La Dreamworks è uno studio cinematografico molto giovane, nato nel 1994 e fondato da Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg, David Geffen. Come studios è maggiormente riconosciuta per film di animazione che film in live action, per per entrambi i casi i livelli sono allo stesso modo altissimi.

Ora vi starete chiedendo perchè sto mettendo al confronto questi due colossi della cinematografia americana, e la risposta è semplice è che bisogna mettere le cose in chiaro una volta per tutte! 
Ultimamente la Disney ha creato uno strano e ambiguo modo di fare cinema anzi, specifico meglio, narrare storie. Il successo Disney è il brand che si è creato negli anni, e oggi sta svolgendo una operazione di creare film grazie ad un marketing molto aggressivo. Questo modo di 'vendere' i film non consiste solo nei giocattolini, ma anche nel come espone i contenuti nei film. Il modo di raccontare le storie e i temi a una visione poco attenta può apparire come ben fatta, riuscita, ma se si va a vedere bene, e ripeto bene, come è veramente, è uno schifo. Citazioni insensate, trattare temi in modo ovvio e privi di quella "magia" che c'era un tempo. Io ora non sto sostenendo che siano brutti i film che stanno uscendo anzi, ci sono dei prodotti ben realizzati, ma sono privi di originalità, quella originalità che aveva in passato e che la distingueva dalle altre case di produzione.
La Dreamworks è uno studios in fase di sviluppo, è ancora molto sperimentale e non si è pienamente affermata come nome nella cultura popolare. E' rinomata per la saga di Shrek, ma per gli altri lavori fa fatica a farsi riconoscere. In un certo senso è costretta a cambiare spesso tipologia di film e personaggi, per magari azeccare quello giusto per poterla lanciare del tutto. Questa è una cosa positiva, è un modo per evitare di arenarsi su di un unico tema o modo di raccontare e intrattenere spingendo ad avere più stimoli per il pubblico.
Tornando alla Disney: ha acquisito del tutto la Pixar e i risultati si vedono. Cars 2 è stata una delusione, The brave-ribelle un film specato e superficiale, Monster's inc. 2 mah chissà forse sarà bello? e poi l'annuncio il primo aprile di un sequel di Alla ricerca di Nemo con Alla ricerca di Dory! insomma un trita e ritrita di idee già usate e autoconclusive per avere gli incassi sicuri. In poche parole la Disney sta dando al pubblico ciò che vuole, film belli esteticamente per tenere buona parte del pubblico che cerca qualità tecnica, e poi l'altra metà che cerca un film di facile comprensione e divertimento. 
Passando ai cinecomic, i film tratti dai fumetti Marvel, pure quelli stanno diventando uno schifo. Scene d'azione stra pompate, storie scritte giusto per non uscire dal contesto da cui è stato tratto, con un risultato di un tipo di film che è disambiguo, bello ma che non convince del tutto diventando dimenticabile, e poi ci sono quei pochi che sono ricordati grazie sempre a pubblicità o notizie continue e aggressive.
Dreamworks ha avuto una evoluzione nel corso degli anni, i primi film di animazione non erano eccezionali, lo ammetto, però non erano da scartare, in fondo erano buone idee. Poi con i film Kung fu Panda e Dragon Trainer si è vista una impennata nello stile del racconto: i temi, le modalità e l'oginalità nel mostrare la storia è divenuta migliore rispetto a prima. Si dà spazio al o ai temi principali in maniera poco pesante dandone importanza nella storia, ma dando lo stesso importanza alle scene comiche; Un giusto equilibrio, cosa che in casa Disney non è sempre lampante.
Disney dà nello sfondo dei temi molto importanti inerenti al periodo storico, ma lo mostra nella maggior parte dei casi in modo poco adeguato e significativo, mentre Dreamworks di sfondo ha temi magari minori, ma il modo con cui li mette in scena è diverso: c'è un maggiore rispetto e coerenza rispetto al tema.
Sono peculiarità che fanno il film, cosa che va al di là della tecnica, che si può rimediare, è la modalità di racconto che va valorizzata e non offuscata da scene comiche che distolgono l'attenzione dal vero fulcro del film. 
Ora non voglio valorizzare per forza Dreamworks rispetto a Disney, ma vorrei fare capire al pubblico e alle persone che non bisogna farsi ingannare troppo dalla prima impressione che dà il film, bisogna iniziare a ragionare trovando eventuali difetti ed essere onesti; avere il coraggio di uscire dall'idea che ci si è fatta e che si ha rispetto a una cosa. Io ho preso in considerazione queste due case cinematografiche perchè sono due esempi limite della realtà di oggi, entrambe hanno i propri pregi e difetti, mai detto il contrario. Disney purtroppo si sta lasciando andare, sta sfruttando l'idea che si è fatta la gente rispetto alla 'purezza', 'bellezza' dei film che hanno fatto e non riesce a vedere oltre: non rischia sperimentando, discostandosi da quello che vuole la gente. Dreamworks non è da meno, però questa cosa è meno evidente.

Il cinema in generale ha bisogno di ritornare a una situazione in cui bisogna saper raccontare e dare più spazio ai registi e autori e non ai produttori. L'arte non è data dai soldi e fama: quelle sono il risultato di un film ben studiato ed è il pubblico che decide il successo, se non se ne accoge subito pazienza, verrà compreso dopo, cosa accaduta con quei film che oggi consideriamo cult.

OPINIONE: I Croods


La famiglia dei Croods è una famiglia preistorica, ma è pronta per arrivare nell'era moderna. Il passaggio non è immediato, anzi devo passare una serie di disavventure e prove per potere arrivare andare oltre. La paura ha costretto questa famiglia a vivere riparati in una caverna, cacciare e difendersi dagli animali che vivono con loro quella terra desolata e arida. Il modo migliore per dopravvivere è essere uniti e seguire le regole, regole dettate dal padre di famiglia Grug (Nicolas Cage) che non è il padre di famiglia autoritario, ma è un capo 'branco' che ha a cuore i suoi famigliari e per il loro bene ha creato delle regole da seguire per potere sopravvivere, o come dice sua figlia Hip (Emma Stone) rimanere in vita senza virere. 
Hip è una adolescente che ha volgia di uscire dalla caverna, sinonimo di famiglia, per potere scoprire il mondo intorno a sè e rischiare per aspirare a un modo diverso di vivere. Quindi si ha un conflitto di paura e curiosità, un conflitto generazionale tra padre e figlia. La vicenda prende vita da quando Hip conosce quasi per caso Guy (Ryan Reynolds) che ha il suo stesso modo di vedere e conoscere, e ha messo sull'avviso Hip che da un momento all'altro il mondo che conoscono potrebbe finire. L'indomani la cosa si è verificata, e la famiglia croods perde la propria caverna. Con molto timore si spostano in un nuovo mondo, oltre l'orizzonte scoprendo un mondo completamente diverso e ricco di colori. Un mondo che ricorda molto quello di avatar però è solo un ricordo vago dato che le creature che vivono quel mondo sono fantastiche.
Tutti ibridi di animali a noi noti ma resi in un modo fantastico. Una tigre pappagallo, un coccodrillo puzzola con compartamenti cane, un topo elefante o adirittura un orso gufo! uniti fra loro si a livello visivo che comportamentale. In questo film si da molto spazio all'ambiente intorno, al rapporto uomo e natura che qui la natura prevale sull'uomo.
Il film procede molto scorrevole, ci sono dei momenti di riflessione nonostante la maggiorparte deil film è piena di azione e di gag che non stancano. Quindi il tema prevalente è quello della famiglia, ma c'è anche il passaggio generazionale, il progredire alla modernità, il conoscere nuove cose, conoscere posti diversi, essere parte di un gruppo ma cercando di valorizzare se stessi. Tematiche importanti, ma rese in modo eccellente senza farle passare per banali e scontate. Il regista e sceneggiatore Chris Sanders ( Lilo & Stitch e Dragon Trainer) inizialmente ha concepito il film in stop motion, ma la dreamworks ha spinto per realizzarlo in animazione digitale 3D. Per chi ha letto bene l'articolo non c'è bisogno di ribadire che il film è ottimo, un prodotto ideato per famiglie e ragazzi/e. Un film pieno di scene d'azione esilaranti, originali per non parlare dell'invenzione della fotografia istantanea, idea bellissima che supera di gran lunga il ritratto scolpito dei "Flintstones".