lunedì 21 gennaio 2013

MY CULT: Brick - Dose Mortale



Parlare, sapere affrontare i temi in un film è una cosa complessa, molti registi ci provano, ma non riuscendoci mettono scene d'azione inutili ai fini della trama. Il film di cui parlo in questo articolo è uno di quei rari casi in cui tutto è stato ben pensato e calibrato. Rian Johnson, regista del film "Looper", qui è alle prese col suo primo film, e sinceramente ha fatto un ottimo lavoro. 

La trama del film parla di un ragazzo di nome Brendan (Joseph Gordon-Levitt) che cerca di indagare sulla morte della sua ex-fidanzata, Emily(Emillie de Ravin) che amava ancora molto. L'indagare sulla morte della ragazza porterà Brendan ad immischiarsi nel traffico di droga che gira tra gli studenti dell'istituto scolastico che frequenta. Con semplici indizi, un po' di informazioni trovate in giro su giornali e testimonianze, Brendan riesce a risalire all'assassino, ma non c'è fretta di mezzo ci sono anche altre questioni. Il gestire tutte le relazioni che si vanno a creare tra i personaggi porterà il film su più piani, che potrebbero un attimo confondere lo spettatore, ma tutto alla fine si ricollegherà. Quello che rende unico il film, al di là di come è stata costruita la storia, è il come viene mostrata e il come riporta la realtà americana, che è molto complessa da trattare, la noia, il disagio giovanile con i relativi problemi di droga.
La fotografia del film, dai toni molto spenti e lividi, mette in risalto questa atmosfera. I personaggi presenti nel film, nonostante siano ben riconducibili a una tipica posizione sociale, non risultano piatti e prevedibili, anzi sono molto ben caratterizzati e profondamente funzionali alla trama. 
Brendan, il protagonista con cui noi vediamo questa realtà, 
alla fine è solo un nerd frustrato di se stesso, e per sentirsi 'vivo' è pronto a tutto per andare in fondo alla questione, spingendosi ben oltre le sue possibilità fisiche. Sente il dovere di riscattare qualcosa scoprendo cosa è accaduto a Emily.
Un' altra cosa che ho notato nel film, è la totale assenza (o quasi) dei genitori dei ragazzi, ed è come se il loro mondo e il loro agire dipendesse solo ed unicamente da loro; si sentono molto sicuri, ma non sono in grado di gestire la situazione perchè sono ancora immaturi in fondo. 
Il luogo principale su cui verte il film è un canale di scolo d'acqua, molto grande, un tunnel scuro e buio, simbolo del tunnel della droga, il crescere e andare verso un qualcosa di ignoto, la profondità della disperazione che porta all'essere umano dopo avere compiuto un gesto irrazionale e spinto dalla rabbia del momento. 

Un film drammatico, dai tratti thriller e dai toni noir, un mix portentoso, insomma un film poco gentile, ma tutto ben gestito, e supportato da soluzioni di regia ingegnose e da un'ottima soundtrack composta del cugino del regista, Nathan Johnson. Lo consiglio come sempre a chi piace il cinema, e chi ama il genere thriller e il drammatico, oppure al semplice spettatore che vuole vedersi un film col finale inaspettato.

mercoledì 16 gennaio 2013

MY CULT: Eva


Quando la fantascienza viene trattata bene vengono fuori film come "Eva", film spagnolo del 2011, diretto da Kike Maíllo
La trama parla di Alex (Daniel Bruhl), che è un ingegnere esperto di robotica e dopo anni ritorna alla sua terra natia, per cercare di portare al termine il suo progetto più ambizioso, una perfetta replica di un bambino. Il progetto in questione l'S-I 9 era in origine portato avanti da Alex e dalla sua amante Lana (Marta Etura), anch'essa ricercatrice. Il modo di vedere e di operare di Alex nella robotica è diverso rispetto agli altri del suo campo, lui cerca sempre di trovare il lato 'divertente', il diverso per apportare quel qualcosa di diverso nel robot. Eva (Claudia Vega) è la fonte di ispirazione per Alex, è una bambina molto scaltra, imprevedibile e complessa rispetto agli altri bambini, ma c'è un problema, è la figlia di Lana e del fratello di Alex, David (Alberto Ammann). Questa cosa porta dei limiti allo studio della bambina, ma la cosa non ferma per niente ed è Eva stessa che a suo modo vuole aiutare lo stesso Alex, ma questo porterà poi a un rapporto molto confidenziale ed ad affezionarsi molto l'uno con l'altra. 
I temi trattati nel film sono molto vicini alla fantascienza classica, si parla di robotica, intelligenza artificiale, simulazione dell'essere umano, tecnologie possibili nel futuro. Un aspetto che sorprende del film è il tipo di futuro che viene proposto, un futuro sobrio di design ma avanzato come tecnologia (retrofuturismo), un futuro in cui i robot sono già parte della società, hanno un ruolo sociale, hanno una propria emotività e intelligenza, ma sono sotto il controllo dell'essere umano. Nonostante questo, persino il rapporto con gli automi diventa molto personale, al limite di confonderli per persone che vivono veramente. Un altro aspetto affascinante del film è il come viene mostrato a livello grafico/visivo, di cosa è costituito il processore del robot, cosa ben espressa nei meravigliosi titoli di testa.
Questo film qui in Italia è uscito direttamente in dvd e blueray,nell'ottobre del 2012. Il film ha avuto un grande successo ai festival cinematografici come quello di Venezia, Sitges - Festival internazionale del cinema della Catalogna e al festival Goya. E' una piccola perla della cinematografia odierna, un perfetto esempio di fantascienza in cui si mette profondamente in dubbio il modo con cui l'uomo sta progredendo nelle tecnologie, e di come in odo quasi ossessivo ha sempre cercato di imitare e di replicare quanto esiste già, ma fino a che limite l'essere umano può sopportare l'idea di essere superato da una sua creazione? 
La frase simbolo del film è molto toccante e poetica allo stesso tempo ed è "Che cosa vedi quando chiudi gli occhi? ". 

lunedì 14 gennaio 2013

OPINIONE: Cloud Atlas


Cloud Atlas, Tom Hanks e Halle Berry
Cloud Atlas, film diretto dai fratelli Wachowsky, i registi che hanno creato la trilogia di Matrix, ritornano sul grande schermo con un film molto interessante. Più che delineare la trama, cercherò di spiegare nel modo più esaudiente possibile il come è costruito il film dal punto di vista del racconto. Il film è ambientato in ben sei epoche diverse e vi sono sei storie diverse, cosa le accomuna? 

I temi legati al film sono molteplici, quelli messi in risalto sono il tema del cambiamento; il ricordo di qualcosa che si è fatto anche quando sarai morto: mettere in luce una realtà, mostrarla e renderla nota a tutti; la minoranza può fare la differenza. Sono temi sociali che riguardano e riguarderanno sempre tutte le epoche, sia passate che future, e nonostante tutto l'essere umano continua a ripetere gli stessi 'errori'. La cosa che sorprende molto del film è il tipo di montaggio adottato. Nonostante le storie siano diverse fra loro, in alcuni punti, le azioni, i dialoghi e il senso è raccordato è collegato fra un'epoca e l'altra, fatto in modo brusco, con tagli improvvisi, questa operazione, non che scelta di stile non distolgono l'attenzione dal film. Forse è anche questa la forza del film, il sapere parlare della stessa cosa secondo più punti di vista e situazioni. 
Cluod Atlas, vecchio
Gli attori sono l'altra grande forza del film, Tom Hanks impeccabile, pure il resto del cast è più che azzeccato. Gli stessi attori, a seconda dell'epoca, interpretano un personaggio diverso, ma che ha sempre qualche attinenza con gli altri. 
Dal punto di vista del make up, effetti speciali e soundtrack non ho niente da dire, tutto più che perfetto. Quando è uscito il primo trailer del film, della durata di cinque minuti, ne ero rimasto affascinato, ma allo stesso tempo impaurito, la prima impressione che mi ha dato è stata quella di un film dal grosso potenziale contenutistico che poteva essere espresso molto male. Alla fine mi sono ricreduto, questo è un film da apprezzare e da tenere in considerazione. Purtroppo essendo giovane, non ho potuto apprezzare a pieno alcuni aspetti del film, che magari un adulto può capire e rifletterci sopra meglio. Cloud Atlas. un film filosofico alla portata di tutti. 

Cloud Atlas- Bae Doo-na



OPIONIONE: Ralph spaccatutto


Raplh Spaccatutto medagliaLa Disney ritorna al cinema con un film di animazione dedicato al mondo dei videogiochi. Ralph spaccatutto, film in cui i retrò game hanno ancora molto da dimostrare! La trama è molto semplice Ralph si è stancato di fare il cattivo dopo 30 anni di attività nel videogame in cui vive, "Felix aggiustatutto". Ralph tenta di stabilire dei rapporti con gli altri personaggi presenti nel videogioco, ma non c'è verso lui è il cattivo e non può essere una persona buona e socievole con gli altri. A quanto si vede dall'incontro dei "cattivi anonimi", un po' tutti i cattivi alla fine sono buoni, solo che loro sono programmati per essere cattivi e si devono comportare in quel modo, ma nel privato possono essere buoni. Il diverso, l'idea dell' etichetta sociale che ti danno, e altri temi, sono molto ben narrati e valorizzati all'inizio del film. La narrazione procede, con la 'fuga' di Ralph in un altro videogame Hero’s Duty, per conquistare una medaglia per potere conquistare la fiducia dei suoi co-abitanti in "Felix aggiustatutto". Raplh, dopo avere conquistato la medaglia, a causa di una peripezia si ritrova nel videogame "Sugar Rush", e qui viene introdotto il secondo co-protagonista Vanellope. Anche lei è una emarginata all'interno del suo di mondo, lei è un glitch e non può gareggiare perchè potrebbe creare problemi al gioco. E fin qui tutto va bene, e poi il delirio, il film si trasforma in un qualcosa di disambiguo, la trama in alcuni punti, per un pubblico molto giovane potrebbe risultare un po' complessa da seguire. Ci sono numerose scene in cui si ride, si ha molta empatia con i personaggi. Alcuni personaggi presenti nel film ricordano altri personaggi dei classici Disney, ad esempio Re candito ricorda il cappellaio matto, Aspro Bill ricorda l'asinello Ih-oh di Winney the pooh e il rapporto tra Ralph e Vanellope è praticamente uguale con quello tra  Boo e Sullivan di Monsters & Co.

Ralph Spaccatutto, cilige, retrò game Si insomma riferimenti a parte (ne potrei fare altri ma poi sembrerei paranoico), il film tutto sommato è ben riuscito, mettendolo a confronto con "Ribelle- the brave", questo film, sembrerà strano ma ha più un tipo di stile Pixar, mentre Ribelle ha uno stile più Disney ... insomma uno scambio di stili. Infatti l'inizio del film mi ha ricordato molto Toy story, con tutto il discorso legato al fatto che quando gli umani chiudono la sala giochi, i videogiochi prendono vita e conducono una vita simile alla nostra. Un aspetto che mi ha molto deluso del film è che il retrò game c'è, è presente, il concetto è stato ben espresso, ma gli si da poco spessore. I personaggi che rappresentano i retrò game che sono presenti nel film, sono messi di sfondo, sono molto stereotipati, e insomma non è stata data la giusta dignità ed è un peccato, poteva essere un modo per riscattare e rendere omaggio a quei personaggi che hanno fatto la storia dei videogiochi, ma è stata una occasione sprecata per fare conoscere a un pubblico di più giovani quei personaggi che hanno appassionato quelle persone che ora sono adulte e che hanno portato i propri figli a vedere questo film. 


Ralph, solo, grattacielo



sabato 15 dicembre 2012

OPINIONE: Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

Bilbo, Lo Hobbit


Il ritorno alla terra di mezzo non è stato mai così piacevole, con "Lo Hobbit" film diretto sempre da Peter Jackson, che 10 anni fa  ha diretto la trilogia de "Il signore degli anelli". 

Premessa, io ho visto il film nel suo giorno di uscita, il 13 dicembre, sono andato appositamente a vederlo a 48fps, ma quel giorno ci sono stato alcuni disguidi per quanto riguarda delle password ... insomma morale della favola, mi sono visto il film in 3D a 24 fps. Nonostante questa pecca tecnica, mi sono goduto lo stesso al massimo il film, e non li rimpiango nemmeno quei 48 fps, la resa del 3D è ottima e altamente immersiva.

Tornando alla mia opinione vera e propria, il film è veramente bello, ben realizzato, insomma non potevamo rimanere delusi da uno dei più capaci cineasti che abbiamo a disposizione oggi. Anche se in teoria doveva essere Guillermo Del Toro a dirigere questo film ma a causa di problemi vari, alla fine Jackson ha ripreso in mano questo progetto per poi continuare a dirigere questa nuova trilogia, mentre Del Toro ha continuato a collaborare al film prendendo parte come sceneggiatore. 
Lo Hobbit, nani, Thorin
Dopo una breve introduzione con Bilbo anziano (Ian Holm) e suo nipote Frodo (Elijah Wood), il film ci trasporta a 60 anni prima delle vicende viste nella saga precedente, mostrandoci il nostro vero protagonista ossia Bilbo Baggins giovane (Martin Freeman). Gandalf (Ian McKellen) vuole proporre Bilbo come ultimo membro per un gruppo di nani destinati a compiere una grande impresa, riprendersi la propria casa, brutalmente conquistata da un drago. Il modo con cui si presentano i nani è stato bellissimo, ognuno ha un carattere diverso, ma tutti sotto sotto sono dei buon gustai e gentili (a loro modo). Senza andare a raccontare altre parti della trama, nel complesso il film presenta un giusto equilibrio tra momenti esilaranti, momenti comici, ma anche da momenti seri, drammatici, insomma ce ne sta di tutti i gusti. Generi a parte, Jackson riesce ancora a emanare il senso del puro film fantasy, cosa difficile da fare. 
Ad essere sincero non ho letto il libro da cui è tratto il film, ma informandomi dai pareri di miei amici, so che lo stile e le atmosfere ne sono state pienamente rispettate. Qui si avrà modo di percepire, mostrare, molteplici aspetti e caratteristiche di Bilbo, ma anche sopratutto delle tradizioni legate agli Hobbit, per non parlare dei nani. Ecco i nani, una razza della terra di mezzo, qui prendono pienamente vita, dato che nei precedenti tre film ne abbiamo solo visto uno fedele si ma burbero, qui ne vediamo un bel po' di più, uno migliore dell'altro. Pieni di coraggio, lealtà, umiltà onore eroi degni di un fantasy. Ogni tanto ritroveremo alcuni oggetti e personaggi, che influiscono molto per gli eventi che avverranno in seguito, come la spada di Bilbo, Saruman, Galadriel e il re degli elfi Elrond. 

Gandalf il grigio, Lo HobbitParlando del doppiaggio, Gandalf in questo episodio è stato doppiato da Gigi Proietti, che ha sostituito Gianni Musy (1931-2011) purtroppo scomparso di recente. Proietti, è ben si un noto attore, comico italiano, ma è anche un doppiatore con la D maiuscola, in passato ha dato voce a Rocky e al genio della lampada in Aladdin, il cartoon Disney, giusto per citarne alcuni dei personaggi da lui doppiati, e qui lo ritroviamo a dar voce a Gandalf il grigio e mi inchino per la sua interpretazione, caspita non ha fatto rimpiangere per niente la vecchia voce nonostante fosse perfetta, anzi ne ha dato una sua versione che rispecchia a pieno il personaggio. Complimenti veramente. 
Thorin, lo Hobbit, nano
Tornando al film, a parte qualche battuta un po' scadente, che ti destabilizzano un attimo, ma non rovinano il film, tutto è ben confezionato tranquilli. Le parti che ho apprezzato molto sono state le prese di coscienza di Bilbo e di Thorin (Richard Armitage), ma la migliore in assoluto e la parte con Gollum e di come Bilbo trova l'anello appartenuto a Sauron, scena che ha una importanza non indifferente nel film dato che l'anello sarà il protagonista di ciò che avverrà dopo. Scena ben congenita. 
Gollum, Lo Hobbit
Gollum (Andy Serkis), qui lo vediamo nel pieno della sua follia per il suo tessssoro, è molto allegro e inquietante allo stesso tempo, e a me è venuto da piangere non solo per come si atteggia ma anche per come è stato realizzato con la CGI. I brividi veramente, una resa realistica che fa paura, un dettaglio dopo l'altro, la pelle, rughe, ferite, fanghiglia ... basta mi vien male solo a pensarci.
Le colonne sonore del film sono state composte sempre da Howard Shore, che oltre ad avere ribadito le atmosfere musicali come nel precedente film, qui ha inserito anche delle tracce musicali cantate, un paio dai nani, una da goblin, bellissime canzoni! La varietà delle creature qui è ancora più vasta e accattivante, e anch'essi come i personaggi principali, sono stati ben caratterizzati e non passano solo come " i nemici del film". 
Cosa resta da dire, ottimo film, che ha reinventato in parte il cinema, come modo di rappresentare, ma sopratutto raccontare che è la cosa essenziale. Un film che è perfetto per gli amanti del fantasy, azione, avventura, ma anche per chi apprezza il cinema ben fatto. Prossimamente usciranno gli altri due di film, entro il 2014 e non vedo l'ora che escano! 


Trailer ita HD: Lo Hobbit

lunedì 3 dicembre 2012

OPINIONE: Le 5 leggende


Ed è proprio in questo periodo in cui si avvicina il magico Natale che la Dreamworks è pronta a dimostrare di cosa sono capaci "Le 5 leggende". Babbo Natale, la Fatina dei Denti, il coniglio di Pasqua, Sandman e Jack Frost fanno da protagonisti di questo film, mentre da antagonista della vicenda vi è l'Uomo Nero. 
Le 5 leggende al completoQuesti miti della fantasia vivono solo se i bambini continuano a credere in loro, ed è per questo che l'uomo nero si ribella nei loro confronti, e cerca di riempire di incubi e paura la mente dei bambini per potere essere visto. Essere visto ebbene si è un problema che ha pure Jack Frost, perchè un altra caratteristica nei bambini è che loro vedono solo se ci credono veramente che una cosa esista, purtroppo per Jack non è così, i bambini se ne accorgono della sua presenza, ma non sanno spiegare cosa sia e allora affidano il modo di manifestarsi di Jack al caso o alla natura. Pitch Black, ovvero l'uomo nero, una volta avviata la sua ribellione, fa mettere in allarme la squadra, e il richiamo ufficiale viene dato dalla Luna, fonte di consultazione e guida per i membri delle leggende. Ed è grazie la Luna che viene chiamato Frost ad agire, in un certo senso è lui la chiave per rinvigorire la situazione. Nella pellicola, si ha la possibilità di vedere i "quartieri generali" delle leggende, mostrandone il sistema di come gestiscono il tutto, ma anche i loro collaboratori. Oltre a questo per ogni personaggio, si ha la possibilità di capire le qualità che hanno, il cosìddetto "centro" che li caratterizza. Ogni leggenda ha un proprio carattere, un po' diverso da come ce lo siamo sempre immaginati, difatti Babbo Natale non è pacioccone, anzi ha uno spiccato accento russo, ha tatuaggi e usa due spade come armi, però va sempre pazzo per i dolci (e a chi non piacciono!), la  fatina dei denti è molto graziosa e somiglia a un colibrì, Sandman è muto, fatto di sabbia dorata e ha un caratterino apparentemente tranquillo, meglio non provocarlo, e poi c'è il coniglietto pasquale, che non è per niente tenero, è alto, agile e burbero, ma in fondo dal cuore tenero. 
Pitch Black, nemico
Jack Frost ... è un ragazzo che si diverte molto col ghiaccio, ma in fondo si sente molto triste e solo, ma non si perde mai d'animo. Insomma oltre a una storia avvincente si ha una psicologia nei personaggio molto profonda. Per come è stato costruito il film, fa una bella concorrenza alla Pixar, che in questi ultimi tempi è calata un po' come qualità nel saper raccontare, ma questo film come del resto la Pixar, hanno una qualità nella modellazione e animazione all'avanguardia, veramente un'ottima definizione del dettaglio. 
Riassumendo in poche parole, i temi di questo film sono, la fede, cioè la capacità nel credere in un qualcosa (non religione), l'essere sicuri di se stessi e delle proprie capacità, poi c'è la questione del lavoro di squadra, molto importante. Parlando un po' dell'antagonista, Pitch Black, lui rappresenta gli incubi, ma in fondo la cosa che lo spinge a essere più cattivo è il fatto che non viene più notato quanto prima, e per farsi notare fa uso della paura, l'arma più potente di tutte, ed è qui che emerge il tema forse più importante, il sapere riconoscere i propri limiti e paure per poterle affrontare e controllare, non per forza sconfiggere.
Il film è diretto da Peter Ramsey, il suo primo film e che film, ottima idea veramente, supervisionata di Guillermo Del Toro. Nel cast poi si hanno attori importanti del calibro di Chris Pine(Jack Frost), Hugh Jackman (il coniglio pasquale), Isla Fisher (la fatina dei denti), Alec Baldwin (Babbo Natale) e Jude Law (Pitch Black). 
Lo yeti delle 5 leggendeIl personaggio più simpatico? E' uno degli Yeti che lavora per Babbo Natale, che poverino quando sta per finire di dipingere, gli dicono di cambiare il colore dell'oggetto dipinto, e con un rumoroso sbuffo gli tocca ricolorare tutti gli oggetti. 
Cos'altro dire, questo film mi è piaciuto appunto per la sua semplicità e originalità, ma anche perchè mi ha ricordato il valore che avevano per me queste leggende, sensazioni che solo da bambino le si possono provare così puramente. Una cosa che spero tanto è che non ne facciano un sequel, perchè non ne avrebbe senso, e come appunto un desiderio o un sogno di un bambino, è uno solo, unico e irripetibile. 



sabato 24 novembre 2012

OPINIONE: 7 psicopatici


7 psicopatici Sam Rockwell e Christopher Walken
Da dove inizio ... è un film che mi ha stupito per la sua assurdità dichiarata, ma resa veramente bene. Facciamo un po' di chiarezza partendo dalla trama. Semplicemente la storia si basa su Marty (Colin Farrell) che è uno sceneggiatore che non ha idee per concludere la sceneggiatura di un film, mentre Billy (Sam Rockwell) è un suo caro amico, ed nella vita oltre a tentar di aiutare Marty cercando ispirazioni per le sceneggiature, è un attore fallito e per vivere ruba cani, o come dice lui "prende in prestito" dei cani per poi riportarli dopo qualche giorno ai suoi legittimi proprietari per poi riprendersi la ricompensa messa a disposizione. Per attuare questo modo di vivere, e guadagnare si fa aiutare da Hans (Christopher Walken), un ex assassino ormai in pensione. Billy e Hans, tra i tanti cani che rubano, prendono il cane di un gangster, Charlie (Woody Harrelson), e il criminale ci è molto affezionato a quel cane e farà di tutto per riaverlo indietro. 
Fin qui la storia pare molto normale, classica, quasi una commediola, ma è qui che vi frega questo film, è il modo con cui viene rappresentato ciò che porta questo film ad avere l'appellativo di "geniale". Senza scrivere nello specifico cosa, quello che mi è piaciuto di questo film è che non si può prevedere nulla, sai più o meno come potrebbe andare ma sta sempre qualcosa che non puoi prevedere perchè questo è un film con psicopatici!
7 psicopatici Sam Rockwell e Colin Farrel
Io voglio congratularmi con il regista e sceneggiatore Martin McDonagh, che ha creato questo capolavoro. I dialoghi sono scritti alla perfezione, non è fatto di battute, anzi quello che fa ridere è appunto l'assurdo che accompagna le scene. Questo è un film in cui si parla di sceneggiatura, e una sceneggiatura è raccontare visivamente il film attraverso delle parole, e questo film ha delle micro storie che le fanno da contorno che però non ti fanno distrarre per niente dalla storia principale, e non è facile fare queste operazioni. 
La durata del film è 109 minuti, non li senti per niente addosso, scorrono molto velocemente e direi che è una durata ideale per un film del genere. 

7 psicopatici il caneIl cast, veramente formidabile, un mix perfetto di attori, uno più psicopatico dell'altro, e io farei i complimenti a Farrell che per questi film è perfetto con le sue facce interrogative, per non parlare di Rockwell e le sue parti da decerebrato con le studiate intenzioni. Walken bè qui è una sua ulteriore riconferma di attore, bravissimo! si dai pure il resto del cast andava bene.Per chi lo ha visto, non so se vi siete accorti ma ... il cane alla fine è il motivo per cui accadono tutti i fatti nel film giusto? ma se ci fate caso non fa nulla di che, sta li a prendersi le coccole, a girare assieme ai suoi rapitori e basta, è come se non ci fosse, idea altrettanto geniale! 
Diciamocelo, questo è un ottimo film da guardare a mente scollegata per potersi immedesimare completamente con le meccaniche del film e godersi uno spettacolo unico dato da dialoghi scritti con una attenzione meticolosa. 

Ottimo film, e spero che nel futuro ci saranno film di questo genere, perchè   tra tutti i blockbusters io mi sto annoiando un tantino a vedere le solite cose e voi?